Quel che è giusto

Quel che è giusto è giusto! 

Come reclamano a gran voce i decerebrati del centrodestra, facciamo pagare i danni ai responsabili dei disordini provocati nello scorso fine settimana a Milano e nelle altre città italiane teatro di legittime proteste.

Per essere precisi, il conto dei danni annovera qualche vetrina infranta, qualche cassonetto dell’immondizia bruciato e qualche palo della segnaletica stradale divelto. Ovviamente i risarcimenti, compresi i quattro “zinzuli” trafugati in un paio di negozi di abbigliamento, vanno rimborsati dai responsabili (una volta individuati) al netto di quanto ristoreranno agli esercenti le rispettive compagnie assicuratrici.

Nel frattempo, visto che ci siamo, è giusto reclamare a gran voce:

1) Il rimborso di quanto truffato all’INPS da parte della ex ministra Santanchè (truffa aggravata);
2) Il rimborso dei famigerati 49 milioni di euro sottratti sempre allo Stato Italiano (rimborsi elettorali illegittimi) dalla Lega del ministro e vicepremier Salvini;
3) La restituzione di quanto indebitamente rimborsato dalla regione Piemonte all’ex sottosegretaria Montaruli, condannata per uso improprio di fondi pubblici (peculato).
 
Nel caso in cui, invece, si optasse anche di comminare pene severe a carico dei responsabili dei disordini in piazza, ferme restando le gravissime responsabilità e inefficienze del ministro degli Interni Piantedosi, si potrebbe cogliere l’occasione per fare piena luce sui gravi casi di malagiustizia che hanno tutelato:

1) L’ex sottosegretario Delmastro;
2) Il figlio del Presidente del Senato La Russa;
3) La Presidente del Consiglio Meloni per la vicenda Almastri;
4) Il pistolero Pozzolo;
5) L'europarlamentare Fidanza per la vicenda corruzione.
 
Nel frattempo si potrebbe comunque intervenire sui seguenti temi di interesse pubblico e sociale che, poco poco, potrebbero aver generato un minimo di quell’esasperazione che ha portato la gente in piazza:

1) Carburanti (aumento 25%);
2) Assicurazioni auto (aumento 30%);
3) Affitti (aumento 30%);
4) Libri di testo (aumento 25%);
5) Tasse universitarie (aumento 25%);
6) Bollette luce e gas (aumento 80%);
7) Generi alimentari (aumento 30%);
8) Pedaggi autostradali (aumento 20%);
9) Impegno in acquisto di armi in rapporto al Pil (5% circa 600/700 miliardi a tendere);
10) Armi e denaro che continuano a essere inviati in Ucraina (a occhio e croce una 30ina di miliardi).
 
In conclusione, considerata la stragrande rottura di coglioni che avete avuto la capacità di produrre in 4 anni, vi chiediamo gentilmente di levarvi dal cazzo. 

La protesta continua! 

W i Giovani e gli Studenti che si ribellano! Avanti così!

Fonte
https://www.instagram.com/giuliobruno1970?obrf=aWNoeW9hZnd4ZzV5

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