Prendete l'agenda e segnate in rosso la settimana dal 13 al 20 ottobre. No, purtroppo non c'è nessun ponte di festa in anticipo e nemmeno un festival del cibo da strada. La NATO ha infatti ben pensato di organizzare un bel "ritiro di gruppo" tra le acque del Mar Tirreno e le coste della Sardegna, trasformando uno degli angoli più suggestivi del Mediterraneo nello scenario per una simulazione di guerra nucleare. Insomma, il classico foliage autunnale, ma impreziosito da un pizzico di scenario da fine del mondo.
La parte più esilarante di tutta la vicenda è la meravigliosa gara di acrobazie verbali andata in scena tra i vari protagonisti. Da un lato abbiamo l'Aeronautica Militare Italiana che, con ammirevole sangue freddo, ha tentato di minimizzare la cosa liquidandola come una semplice "programmazione ordinaria e di routine". Della serie: martedì spesa al supermercato, giovedì lavaggio macchina e venerdì simulazione di apocalisse atomica. Dall'altro lato, però, la NATO non ha voluto rovinare la sorpresa e ha prontamente smentito la timidezza nostrana, mettendo in chiaro che l'esercitazione Steadfast Noon è a tutti gli effetti un addestramento nucleare. Un po' come se il vostro vicino vi dicesse che sta solo potando le siepi, mentre l'amministratore di condominio vi avvisa che sta installando dei silo per missili in cortile.
Com'era prevedibile, la notizia ha scatenato una tempesta perfetta nella politica romana. Le tensioni non sono mancate, sia all'interno dei corridoi dell'Alleanza Atlantica, sia tra il governo Meloni e le opposizioni parlamentari, trasformando l'aula di Montecitorio in un secondo fronte di battaglia. Nel frattempo, la Sardegna si ritrova per l'ennesima volta a fare da sfondo passivo al grande teatro delle forze armate. Perché, diciamocelo, cosa c'è di meglio per valorizzare il paesaggio nostrano al termine della stagione turistica se non il rombo dei caccia supersonici in volo strategico?
A questo punto non ci resta che metterci comodi, preparare i popcorn e goderci questo strano ottobre fatto di caccia stealth al posto dei soliti gabbiani e di comunicati ufficiali che riescono nell'impresa di dire contemporaneamente che è tutto sotto controllo ma che siamo pronti al peggio. Speriamo solo che la parola "routine", nella testa di chi si trova ai comandi, mantenga esattamente lo stesso rassicurante significato che ha nel dizionario.
E voi che ne pensate? Vi sentite più rassicurati dalla pacata "routine" dell'Aeronautica o dalla cristallina schiettezza della NATO? Fatemelo sapere nei commenti!

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