La scuola di Penzale guarda le stelle: ma perché non intitolarla ad Amadeo Amadei?





Da Centoggi febbraio 1988 pag.5


Cento terra di astronomi

Mentre si commemora Burgatti e gli si dedica il telescopio, ricordiamo un altro grande astronomo centese.


Nell’ambito delle manifestazioni per il nono centenario dell’Università di Bologna, Cento ha ricordato un suo il­lustre figlio, il matematico e astronomo Burgatti, la cui biografia è stata pubblicata in un precedente numero di questo mensile.

Ma prima di Burgatti un altro Centese, Amadeo Amadei, dedicò la sua breve vita allo studio dell’astronomia, dando lustro alla sua terra natale.

Amadeo Amadei nacque a Cento il 27 agosto 1811. Compiuti gli studi di lettere, latinità e filosofia nel collegio seminario di Finale Emilia, continuò la sua preparazione culturale nel convitto matematico dei cadetti di Modena. Successivamente fu ammesso al corso di matematica comparativa e di calcolo sublime della Pontificia Università di Bologna, dove si laureò a pieni voti nel 1837. Dopo la laurea frequentò la scuola speciale di astronomia e collaborò con i direttori Caturgli e Bertelli, occupandosi, in particolare, delle effemeridi e dei passaggi delle comete.

Per perfezionarsi in astronomia, si recò a Padova dove collaborò con il professor Santini, col quale mantenne per tutta la vita costanti rapporti culturali. La sua conoscenza del francese e del tedesco gli consenti di intrecciare rapporti scientifici con i direttori delle specole di Parigi, Berlino e Vienna.

L’Amadei fece parte di varie accademie scientifiche e fu socio dell’accademia Benedettina di Bologna che, in quegli anni, raccoglieva i più illustri scienziati bolognesi. La stessa accademia centese dei Rinvigoriti lo udì e lo applaudì più volte.

Nel 1843 l’Amadei sostituì il professor Bertelli nella cattedra di ottica dell’Università di Bologna e, nel suo ultimo anno di vita, - (morì l’11 agosto 1845) - occupò la cattedra di astronomia e divenne direttore della specola astronomica di quella università.

Diverse furono le opere di Amadei pubblicate e moltissime quelle inedite, ma conosciute dagli studiosi. Fra le prime si vogliono ricordare i 3 opuscoli pubblicati col titolo ’’Filoteo Gentile”, riguardanti l’astronomia popolare,”Le Memorie metereologi che per l’Accademia Agraria di Bologna”, “La dissertazione sulle eclissi solare alla morte del redentore”. Fra le seconde meritano menzione ’’L’Astronomia di Herschel” e ”Il Trattato di Aritmetica“.


A.C.



Da la Famè Zenteisa nr 58 


Scoperto il suo ritratto in una galleria di Bologna

AMADEO AMADEI, ILLUSTRISSIMO ASTRONOMO

Nato a Cento nel 1811, morto a soli 34 anni nel 1845, con sospetto di veleno, fu Matematico astronomo, patriota. Rimpianto da celebri astronomi italiani e stranieri, fu nominato direttore della specola universitaria e docente dell'ateneo bolognese.


La “Galleria de Fusari” di Bologna diretta da Vincenzo Nascetti ha pubblicato un attraente opuscolo in carta patinata intitolato “Antico Ottocento - somiglianze e interpretazioni”, ove sono pubblicati una raccolta di 12 ritratti a colori dipinti da illustri pittori ottocenteschi e raffiguranti altrettanti immagini di personaggi distintisi nei vari campi della Scienza dell’Arte e del sapere di quel secolo. Uno di questi ritratti, che pubblichiamo a fianco, ha suscitato la nostra curiosità perché si tratta di un centese che non conoscevamo: Amadeo Amadei dipinto da Clemente Alberi le cui capacità erano tali che un critico dell’epoca scrisse su di lui: “i ritratti di Alberi sono dipinti con tanta imitazione del vero, che si potranno eguagliare, forse non superare”. Per saperne di più sull’illustre concittadino, abbiamo incaricato il nostro collaboratore Prof. Giuseppe Sitta di fare una ricerca sulla “Selva Enciclopedica Centese” dello storico centese Antonio Orsini, per essere più informati sull’astronomo Amadei. Ecco quanto ha scritto in proposito l’Orsini:


AMADEI AMADEO (dalla Selva Enciclopedica di Antonio Orsini, a cura di Giuseppe Sitta)


Figlio di Alessandro ed Elisabetta Gigli, nacque il 22 agosto 1811. Dopo aver riportato i primi premi nel rinnovato convitto di Modena, si iscrisse all’Università di Bologna, laureandosi a pieni voti in Calcolo sublime nel 1833.

Eletto alunno della Specola astronomica di Bologna, nel 1843 sostituì il professor Bertelli nelle lezioni di Ottica. Nel 1845 gli ven­nero assegnate la cattedra di Astronomia e la direzione della Specola, che aveva desiderato con molta aspettativa.

Ma questa disposizione non poté avere effetto per l’improvvisa sua morte, non senza sospetto di veleno, il 12 agosto 1845, lasciando nel dolore la moglie Anna Monari, e le speranze che aveva suscitato in Italia, come ebbero a riconoscere il Santini di Padova ed altri celebri astronomi stranieri, conoscendo l’Amadei alla perfezione il francese ed il tedesco.

Il Prof. Gaetano Gibelli ne dettò l’epigrafe nella Certosa di Bologna, mentre l’illustre poeta e pittore Cesare Masini, che ne sposò la vedova, direttore dell’Accademia di Belle Arti in Bologna, ne riprodusse le bellissime sembianze nell’atto delle sue osservazioni celesti.

Fu membro pensionato dell’Istituto delle Scienze di Bologna, socio corrispondente della R.a Accademia Agraria Torino, dell’Accademia Properziana di Subasio, etc. Dell’Amadei si hanno alle stampe:

 Sul modo di fare una serie di osservazioni meteorologiche applicabili all’agricoltura, Bologna Nobili, 1839;

 Intorno alla moderna musica da chiesa, dedicata al fratello monsignor Antonmaria, Bologna Volpe 1841;

 Discorso sull’eclissi avvenuta alla morte del Redentore, Bologna Volpe 1841;

 Dell’influenza della luna sulla vegetazione delle piante, Bologna Sassi 1842;

 Sulla necessità d’instruire i coloni e sul più conveniente modo di farlo, Bologna Sassi 1844;

 Dei rapporti della pioggia coll’agricoltura e del modo di valutarli esattamente, pubblicato nelle Memorie della Società Agraria di Bologna, voi. II pagg. 113-124, Bologna 1845.

In precedenza aveva pubblicato nel II volume di Storia e ritratti di uomini illustri, Bologna 1835, le biografie del Cassini, dell’Aldrovandi, del Linneo, del Newton; Luigi Carrer lo ebbe, insieme con l’altro nostro concittadino D. Gaetano Bagni, quale collaboratore del ‘Dizionario di conversazione”, Padova 1838.

Lasciò inedite molte cose, fra cui un bellissimo trattato di aritmetica razionata.


AMEDEO AMADEI ( 1811-1845) 


Nato a Cento nel 1811, attese agli studi umanistici nel seminario di Finale Emilia; nel 1829 fu ammesso all'Istituto dei Cadetti matematici pionieri della Scuola militare di Modena, che lasciò nel 1831 per associarsi, a Bologna, ai rivoluzionari del moto menottiano: nel capoluogo emiliano studiò e si laureò in matematica (1833). Rivelò presto un'ampia erudizione fisico-astronomica, maturata sulle vigorose basi di profondi studi giovanili, con impor­tanti pubblicazioni che lo resero celebre in tutta l'Europa.

«Si acquistò fama tanto da distinguersi tosto come membro dell'Accademia di Scienze dell'Istituto di Bologna per le molte dotte e importanti sue memorie» (Giovanni Canevazzi).

Insegnò ottica, fu segretario dell'Accademia agraria di Bolgona e, alla morte del Bertelli, divenne direttore dell'Osservatorio di Bologna e insegnante di astronomia. Una morte immatura lo colse nel 1845.

Ci ha lasciato alcuni brevi scritti: «Intorno allo stile della moderna musica da chiesa», «Discorso sull’ecclissi avvenuta alla morte di Gesù Cristo», «Sul modo di fare una serie di osservazioni meteorologiche applicabili all’agricoltura», «Della influenza della luna sulla vegetazione delle piante», «Della necessità e del modo di istruire i coloni affinché concorrano al progresso dell’agricoltura» e «Aritmetica ragionata» (un interessante trattato inedito).



Ricerca a cura di Andrea Gilli

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