Sconosciuta sul panorama nazionale, questa parola rappresenta per un centese un viscerale elemento identitario.
Deriva da scolo, termine che veniva usato in modo triviale o medico-antiquato per riferirsi alla gonorrea, un'infezione alle vie urinarie trasmettibile per contatto degli organi interessati.
Un tempo considerato termine estremamente volgare, oggi ne ha perso l’accezione ed è usato come intercalare esclusivamente per affermazione di attaccamento alla propria città, alle proprie origini, di autoctonia.
Come intercalare cioè, non ha riferimento alcuno al proprio etimo "idraulico"; il suo improvviso scaturire in un colloquio a due o più voci, oppure durante lo svolgersi di un evento particolare, o alla chiusura dello stesso, vuole essere una risposta, una reazione, un commento a quanto sta emergendo o si è verificato; e nella forma più sintetica possibile, concentrando in un termine solo, le tante cose che già sinteticamente possono esprimere un aforisma, un detto, una sentenza; un passepartou per ogni tipo di imprecazione buona o cattiva. Ça va sans dire, data la sua intensità è una parola che si presta meravigliosamente anche a usi ironici.
La sua efficacia comunicativa è potenziata dal linguaggio non verbale; se supportata dall'adeguata modulazione vocale e da una gestualità espressiva la parola -solo per noi centesi ovviamente- è in grado di disarmare l'interlocutore, il quale, colpito dall'immediatezza del messaggio rimane momentaneamente senza parole, riuscendo a ribattere solo dopo aver metabolizzato la forza comunicativa di questo autentico "marchio di fabbrica".
In qualunque gruppo di persone, in qualunque città del mondo ci si possa trovare, per sapere se è presente qualcuno originario di Cento, esiste un test infallibile; gridare a voce alta: SCULASÒN! Come per incanto, nell'eventualità ce ne fosse uno, lo vedreste cercarvi, venirvi incontro come attratto dal piffero magico della celebre fiaba, con lo sguardo tra l'incantato, il curioso e il deciso di chi, improvvisamente, si è prefisso un solo scopo, raggiungere la fonte del grido, ignorando ogni altro impegno, come attratto da un richiamo ancestrale.

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