La pergamena tremolava tra le dita di Michael, rigida come se avesse assorbito ogni goccia d’umidità del sotterraneo. La luce del lume a olio scivolava sulla pianta del Castello di Praga, rivelando linee sottili, annotazioni, e un simbolo che nessuno dei tre vedeva da anni: un piccolo pentagono tracciato a mano, identico a quello che usavano nella loro società segreta.
Petr fu il primo a parlare, con la voce incrinata: «Chi può averla lasciata?»
Pavel si avvicinò, stringendo le braccia al petto come per proteggersi dal freddo. «Qualcuno che sapeva di noi. Ma perché nascondere una pianta qui? E perché proprio la Sala del Trono?»
Michael non rispose subito. Il silenzio del sotterraneo sembrava più pesante del solito, come se le mura stesse ascoltassero.
«Non è un caso,» disse infine. «Qualcuno voleva che la trovassimo. E se è così… significa che a Praga sta succedendo qualcosa..be' si certo... oltre quello che sappiamo.»
Petr si passò una mano tra i capelli, nervoso. «Dobbiamo trovare il modo di contattare Lukas e Martin, loro potrebbero scoprire qualcosa»
«Prima dobbiamo cercare di capire di cosa si tratti... un tesoro...o chissà che altro». Disse Michael
La mappa riproduceva abbastanza fedelmente la stanza del trono del castello di Praga. Alcuni numeri erano posizionati, senza un ordine ben preciso, in diversi punti della mappa stessa. Non c'erano altre scritte o indicazioni.
«Come?» ribatté Pavel, più brusco del solito. «Non possiamo uscire. Non possiamo scrivere. Non possiamo parlare con nessuno. Siamo chiusi qui dentro come… come animali in gabbia.»
Michael si avvicinò ai due amici, parlando con calma. «Non sto dicendo di uscire adesso. Sto dicendo che dobbiamo capire se esiste davvero un passaggio che porta fuori dalle mura. Se c’è, possiamo usarlo per raggiungere il villaggio. Da lì… forse qualcuno può far arrivare un messaggio a Praga.»
Petr annuì subito, come se aspettasse solo quella frase. Pavel rimase immobile, combattuto.
«E se non c’è nessun passaggio?» chiese, più piano.
«Allora ne troveremo un altro modo,» rispose Michael. «Ma non possiamo restare qui senza fare nulla.»
Il silenzio tornò a riempire la stanza, rotto solo dal crepitio del lume. Poi Petr si avvicinò alla scala a chiocciola.
Perlustrarono la stanza palmo a palmo ma non trovarono nulla
«L'unico modo è cercare in altri punti del castello» disse Petr.
«Torniamo sù.» Aggiunse poi.
Michael infilò la pergamena nella tasca interna della giacca, come fosse un talismano. Pavel li seguì, riluttante ma deciso: la paura non bastava più a tenerlo fermo.
La scala li inghiottì uno alla volta. La ricerca ricominciò, più urgente, più silenziosa, più carica di paura e speranza. Perché ora non stavano cercando un passaggio. Stavano cercando un modo per contattare i loro amici e per dare una speranza anche a loro stessi.

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