Quello che doveva essere un normale giovedì di pulizie domestiche per i residenti del quartiere si è trasformato, a sorpresa, nel più importante ritrovamento biologico-architettonico della storia recente del nostro comune.
Mentre tentavano disperatamente di scorgere la luce del sole attraverso i vetri della finestra, i cittadini di via Erri hanno fatto l'incredibile scoperta. Sui loro davanzali giaceva infatti una stratificazione di guano di piccione con uno spessore stimato di ben quattro centimetri. Un deposito crostoso e imponente la cui formazione, a giudicare dalle gradazioni di grigio, deve essere iniziata all'incirca durante la prima giunta comunale per poi consolidarsi nei decenni fino a diventare parte integrante dell'architettura della via. La miscela ha ormai raggiunto una compattezza tale da aver praticamente sostituito la malta originale dei palazzi, rendendo perfino rischiosa qualsiasi operazione di pulizia profonda per la tenuta statica dei primi piani.
All'inizio i residenti hanno provato a percorrere le vie ordinarie, inviando una miriade di segnalazioni formali agli uffici comunali competenti. Le PEC, le telefonate al protocollo e persino le foto inviate agli assessorati sono però cadute regolarmente nel vuoto, quasi come se la burocrazia locale avesse deciso di applicare la politica del silenzio-assenso nei confronti dei volatili.
Forte di questa totale indifferenza istituzionale, la comunità della via ha quindi iniziato a guardare il fenomeno con occhi diversi. Se nessuno interviene, significa che quello sui loro davanzali non è degrado urbano, ma un'opera pubblica a costo zero o una forma d'arte contemporanea performativa condotta da una cooperativa di piccioni particolarmente stakanovisti.
Mentre si attende di capire se dal Municipio invieranno finalmente una squadra con idropulitrice o direttamente un team di archeologi con i pennellini, i cittadini stanno seriamente valutando di iniziare a staccare i biglietti per i visitatori. L'Associazione Nazionale Volatili di Quartiere ha intanto espresso grande soddisfazione per il lavoro svolto, chiedendo ufficialmente l'istituzione di una zona a traffico aereo prediletto proprio sopra via Erri. Ai residenti e ai passanti non resta che muoversi muniti di ombrello aperto, anche nei giorni di sole radioso.



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