Mattia contro il colpo di stato - Parte Terza




Base di Atlantide, anno 2069

Massimiliano prese l'ascensore che lo avrebbe portato in pochi attimi alla Macchina del Tempo; solo il ronzio grave dei reattori a fusione e il bagliore azzurrato dei fluidi di raffreddamento che scorrevano nei condotti a vista facevano da corollario alla voce di Goliath, la voce di Mattia

«Ho già avviato le procedure di attivazione, la carica del nucleo è al 42%. Riccardo ci aveva detto di smantellare tutto, ovviamente gli ho disobbedito e ho mantenuto tutti gli impianti attivi, certo, alla minima potenza per non correre rischi. Se tu sei qua, ho avuto ragione»

L'ascensore condusse Massimiliano direttamente alla sala di controllo.

«Nulla è cambiato» disse a bassa voce, con  un filo di nostalgia. Di colpo gli tornarono alla mente le tante missioni.

Si guardò in giro: i terminali erano tutti attivi e funzionanti. Lo schermo principale riportava la carica del nucleo di energia, ora al 48%, significava attendere altri quindici minuti circa. Massimiliano usò per indossare la classica uniforme del cronoviaggiatore fatta da  una tuta, per proteggerlo dalle radiazioni, e dall'immancabile controller.

​«Comput...ehm Gol... volevo dire Mattia, imposta come missione le seguenti coordinate. Base di Atlantide, piattaforma nord, 10 settembre 2029 ore 18:00.»  Non scelse a caso quella data, se la ricordava benissimo. Quel giorno erano tutti alla base: loro due, Riccardo, Benedetto e Samuel - che avevano scoperto il loro segreto. Vederlo arrivare dal futuro sarebbe stato abbastanza traumatico, ma se Mattia aveva chiesto il loro aiuto, c'era bisogno veramente di tutta la truppa.

​Quando il livello di energia raggiunse il livello ottimale, tramite i comandi della plancia, Massimiliano posizionò la capsula sul tunnel di caduta. Vi entrò con l'ausilio dell'apposita scaletta. Chiuse il portellone e poi rivolgendosi al Computer diede via al viaggio.

​«Arrivo, Mattia. Sto tornando.»



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