Base di Atlantide, anno 2069
«Ho già avviato le procedure di attivazione, la carica del nucleo è al 42%. Riccardo ci aveva detto di smantellare tutto, ovviamente gli ho disobbedito e ho mantenuto tutti gli impianti attivi, certo, alla minima potenza per non correre rischi. Se tu sei qua, ho avuto ragione»
L'ascensore condusse Massimiliano direttamente alla sala di controllo.
«Nulla è cambiato» disse a bassa voce, con un filo di nostalgia. Di colpo gli tornarono alla mente le tante missioni.
Si guardò in giro: i terminali erano tutti attivi e funzionanti. Lo schermo principale riportava la carica del nucleo di energia, ora al 48%, significava attendere altri quindici minuti circa. Massimiliano usò per indossare la classica uniforme del cronoviaggiatore fatta da una tuta, per proteggerlo dalle radiazioni, e dall'immancabile controller.
«Comput...ehm Gol... volevo dire Mattia, imposta come missione le seguenti coordinate. Base di Atlantide, piattaforma nord, 10 settembre 2029 ore 18:00.» Non scelse a caso quella data, se la ricordava benissimo. Quel giorno erano tutti alla base: loro due, Riccardo, Benedetto e Samuel - che avevano scoperto il loro segreto. Vederlo arrivare dal futuro sarebbe stato abbastanza traumatico, ma se Mattia aveva chiesto il loro aiuto, c'era bisogno veramente di tutta la truppa.
Quando il livello di energia raggiunse il livello ottimale, tramite i comandi della plancia, Massimiliano posizionò la capsula sul tunnel di caduta. Vi entrò con l'ausilio dell'apposita scaletta. Chiuse il portellone e poi rivolgendosi al Computer diede via al viaggio.
«Arrivo, Mattia. Sto tornando.»

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