Mattia al Gran Premio di Formula Uno

 "Mattia al Gran Premio di Formula Uno" nel piano editoriale originario della collana Ci Pensa Mattia doveva essere una delle tante avventure e quindi uno dei libri della stessa collana; è stato poi successivamente inserito, come capitolo, nel romanzo Il ladro del Carnevale. Lo riproponiamo qui in una versione riveduta e corretta, con la collaborazione di Gemini.



---


L’aereo della FlyArrow atterrò all’aeroporto di Heathrow alle 18:00 di sabato, il giorno prima del Gran Premio di Gran Bretagna.

“Non pensi sia stato un po’ esagerato usare il jet della nostra compagnia, papà?” chiese Mattia mentre scendevano i gradini del velivolo.

“La comitiva si sta allargando e viaggiamo più comodi. E poi per gli orari... Finito il Gran Premio domani sera si torna subito a casa. Sai che non mi va che tu e Massimiliano saltiate giorni di scuola, anche se sono gli ultimi dell'anno. A proposito... buon compleanno!”

“Grazie!” Mattia ricambiò con un sorriso. Quasi si era dimenticato che fosse il suo compleanno: il viaggio in Inghilterra era già il suo regalo, mentre la mattina a scuola aveva organizzato solo una piccola festa durante l’intervallo, rimandando i grandi festeggiamenti al giorno del matrimonio.

Ad attendere la comitiva ai piedi della scaletta c'era il Principe William d’Inghilterra. Lui e Samuel erano amici da diversi anni, da quando Samuel ricopriva il ruolo di Ambasciatore delle Nazioni Unite e insieme avevano portato avanti la battaglia contro le mine antiuomo iniziata dalla Principessa Diana.

Sebbene fosse una visita privata, la presenza del membro della Casa Reale non passò inosservata e qualche paparazzo in lontananza scattava foto a ripetizione. Samuel e il Principe William si abbracciarono calorosamente; il reale inglese salutò poi Benedetto, Mattia e Massimiliano, e infine accarezzò Scintilla.

“Vostra Altezza,” disse Mattia in un perfetto inglese, “io e Massimiliano ci sposiamo il mese prossimo e ci piacerebbe molto averla tra i nostri ospiti.”

Il Principe non si sbilanciò sulla sua effettiva presenza, ma dimostrò di apprezzare molto l’invito.

Il corteo di auto — formato dalla vettura del principe, una della scorta dei servizi segreti e quella su cui presero posto i nostri amici — partì alla volta di Silverstone sotto i flash dei fotografi. Lungo il tragitto, molte persone salutavano festanti al passaggio delle auto: acclamavano sia il giovane principe sia Samuel, incredibilmente popolare da quelle parti. La notizia del suo arrivo per seguire la scuderia di sua proprietà si era diffusa sul web nei giorni precedenti e l'accoglienza reale aveva mandato in visibilio i fan.

Massimiliano, che fino a quel momento non aveva mai viaggiato fuori dall’Italia — eccezione fatta per la missione alla base della Confraternita sulle coste croate — era al settimo cielo. Mattia, vedendolo così felice, lo era altrettanto.

La cena di gala offerta dalla direzione del circuito in onore dell’illustre ospite fu tuttavia scossa da una brutta notizia: uno dei due piloti della scuderia di Samuel era stato investito da un’auto mentre usciva dall’albergo. Fortunatamente nulla di grave, ma l’incidente gli avrebbe impedito di correre. Nell’impossibilità di ingaggiare un sostituto all'ultimo minuto, la squadra avrebbe gareggiato con una sola vettura. Lester Volger-Hengel, il secondo pilota, era un esperto, ma correre dimezzati era un duro colpo, soprattutto perché il pilota ferito, Ivan McCortain, aveva stabilito il record della pista nelle prove libere.

Terminata la cena in uno dei più lussuosi ristoranti della città, mentre Samuel e Benedetto andavano in ospedale per sincerarsi delle condizioni di McCortain, Mattia e Massimiliano rientrarono in hotel. Non appena chiusero la porta della camera, Scintilla — rimasto lì per tutto il tempo — saltò loro letteralmente addosso.

“Sai Matty, mi sembra strano fare il viaggio di nozze... prima delle nozze,” disse Massimiliano sfilandosi i vestiti per prepararsi a una bella doccia.

“Non credere, ne faremo senz’altro un altro anche dopo,” replicò Mattia, intento a riempire la ciotola del cane.

“In che epoca?” scherzò l'altro, ed entrambi scoppiarono a ridere.

“Doccia insieme?” propose poi Massimiliano.

“Perché no... mi sembra abbastanza grande, dovremmo starci.”

Sotto il getto d'acqua fresca, dopo essersi amati, Mattia e Massimiliano rimasero abbracciati a baciarsi.

“Non te l’ho ancora chiesto... ma come mai hai pensato subito al matrimonio e non a un semplice fidanzamento?”

“Perché sento di amarti alla follia...”

“E se ti avessi risposto di no?” chiese Mattia incuriosito, lavando la schiena dell’amico.

“Lo avevo messo in conto, ma ero sicuro che avresti detto di sì. A proposito, tu perché hai accettato subito?” si voltò di scatto Massimiliano.

“Sono una persona istintiva. E poi ci conosciamo da quasi quattro anni: un bel fidanzamento lungo, non trovi?”

In quel momento Mattia sentì lo smartphone squillare in camera. Uscì dalla doccia e corse a rispondere. Massimiliano lo raggiunse poco dopo: era nudo, sdraiato a pancia in giù sul letto. Gli si coricò a fianco e iniziò ad accarezzargli la schiena.

“Io e Massy siamo in stanza, penso che andremo a letto presto stasera... Ci vediamo domattina a colazione. Buonanotte papà.”

“Che voleva?” chiese Massimiliano, avendo sentito solo il finale.

“Niente di che, sono stati da McCortain. Ne avrà almeno per un mese, più la riabilitazione...”

“Che sfortuna. Sono sicuro che domani la nostra scuderia avrebbe dato filo da torcere alla Ferrari e alle altre, ma con un solo pilota è un'impresa.”

“Già,” sospirò Mattia scoraggiato.

“Solo tu puoi prendere il suo posto!”

“Stai scherzando, vero?” Mattia lo guardò sbalordito.

“Amore, l’auto di Maschera e Mantello, la Saetta, è in tutto e per tutto una Formula Uno. E tu la guidi a meraviglia!”

“Ma come faccio a sostituire il pilota ufficiale?”

“Quindi ci avevi già pensato!” sorrise Massimiliano.

“Mio dolce futuro marito... pilotare un bolide di Formula Uno è sempre stato il mio sogno!”

“E allora usa il visore olografico e trasformati in McCortain!”

“Ma Massy, lui è in ospedale! Non può comparire all’autodromo come se niente fosse!”

Dopo un attimo di silenzio, a Massimiliano si illuminarono gli occhi: “Ho un’idea... Fammi dare un’occhiata al regolamento della F1.” Corse alla scrivania ed aprì il portatile di Mattia. Dopo una rapida ricerca esclamò: “Trovato! Devi solo falsificare un tesserino da pilota e alterare gli archivi digitali della Federazione.”

“Un gioco da ragazzi!” scherzò Mattia.


---


L’indomani sull’autodromo di Silverstone splendeva un sole splendido. Le auto stavano prendendo posizione sulla griglia di partenza, con la vettura di Lester Volger-Hengel schierata in quinta fila.

Samuel e Benedetto avevano già preso posto nella tribuna d’onore, con Scintilla accucciato malinconicamente accanto a loro con la museruola. Avevano tenuto liberi due sedili per i ragazzi, ma furono sorpresi di vedere arrivare il solo Massimiliano con un enorme cestino di pop-corn.

“Dov’è Mattia?” domandò subito Samuel.

Senza dire una parola, Massimiliano fece un cenno con la testa verso la pista. In quel preciso istante, una monoposto bianca e azzurra della United Stars Trade Automotive si stava posizionando in ultima fila.

“Oh, mio Dio!” Samuel non poteva credere ai propri occhi.

“Io ho cercato di dissuaderlo, ma non c’è stato verso,” mentì spudoratamente Massimiliano, mettendosi a sedere e sgranocchiando pop-corn senza tradire la minima preoccupazione.

Mentre l'auto si posizionava, lo speaker dell’autodromo annunciò a sorpresa: “La vettura numero 23 della United Stars Trade Automotive sarà guidata da... Mattia Rosetti!”

Il pubblico scattò in piedi in un boato. La fama di Mattia lo precedeva e gli spettatori vicini a Samuel si voltarono verso di lui con ampi gesti di incoraggiamento, apprezzando l'audace scelta di far correre il figlio adottivo. Nessuno immaginava che Mattia non avesse mai guidato una vera F1 e che avesse hackerato gli archivi per crearsi un finto tesserino da pilota.

Durante il giro di ricognizione, Mattia mostrò subito una padronanza incredibile.

“È un incosciente!” esclamò Benedetto. Tra i due padri era sempre stato il più permissivo, ma vederlo gareggiare in Formula Uno era troppo anche per lui. Scintilla, intanto, si era alzato scodinzolando entusiasta.

“È fortunato ad avere già compiuto diciotto anni,” commentò Samuel a denti stretti. Massimiliano sorrideva: in fondo, nei panni di Maschera e Mantello, rischiavano la pelle in situazioni ben più pericolose!

“Ora si fa sul serio,” pensò Mattia posizionandosi sulla linea di partenza.

Semaforo verde! Mattia scattò verso l'esterno per aggirare il gruppo compatto davanti a sé. La manovra riuscì alla perfezione: in un solo rettilineo guadagnò sei posizioni. Ad assisterlo nell'auricolare c'era l'intelligenza artificiale Goliath, che gli suggeriva le traiettorie ideali. Non era una tattica del tutto ortodossa, ma a Mattia perdere non piaceva affatto.

Nei successivi cinque giri mantenne un passo gara forsennato, recuperando altre due posizioni. Nel frattempo anche Lester stava compiendo una prodigiosa rimonta ed si era portato in sesta posizione.

“Devo scendere nel paddock,” disse Samuel a Benedetto, che lo seguì tenendo Scintilla al guinzaglio.

“Ultimamente è incontenibile. Quante cose ci ha nascosto in questi anni...” borbottò Samuel mentre scendevano le scale della tribuna. “E persino questa storia del matrimonio...”

Benedetto lo afferrò per un braccio: “Ferma un secondo: non dirmi che hai cambiato idea!”

Samuel sospirò: “Certo che no... È solo che... ammettilo, Dige, ci è sfuggito di mano.”

“Sì, gli abbiamo lasciato molta libertà, ma non potevamo stare a controllarlo ventiquattrore su ventiquattro. E poi non è un delinquente: tutto ciò che ha fatto di nascosto gli fa onore. E sul matrimonio... è giusto che segua la sua strada.”

Samuel dovette ammettere che Benedetto aveva ragione. Provava persino un pizzico d'invidia: Mattia stava vivendo la sua giovinezza con una libertà straordinaria, senza dover fingere con nessuno.

Raggiunto il garage della scuderia, Samuel affrontò il Team Manager, Reginald Kingston.

“È stato incredibile,” spiegò Kingston. “Stamattina ho ricevuto una chiamata da Mattia che si rendeva disponibile a correre. Come sa, dopo il vostro salvataggio societario non avevamo ancora riempito il ruolo dei collaudatori rimasti vacanti il mese scorso. Ho controllato nei registri federali ed era tutto in regola: abbiamo sfruttato un cavillo del regolamento che permette l'ingaggio d'emergenza di un pilota esterno.”

“Ma non ci vuole una licenza speciale?” chiese Benedetto stupefatto.

“Mattia ne è regolarmente in possesso, la Federazione ha approvato tutto.”

Samuel guardò Benedetto scuotendo la testa: “Poi mi spiegherà come ha fatto a procurarsi una licenza di F1!”

“Se vuole parlargli, usi pure questa,” disse Kingston porgendogli una cuffia con microfono.

Samuel la indossò: “Ciao, piccolo teppista. Stai andando forte, ma che bella sorpresa ci hai fatto!”

Mattia sorrise sotto il casco: “Ciao papà! C'è anche Dige? Visto? Sono nono! Vedrai che arrivo tra i primi due!”

“A fine gara facciamo i conti! Intanto sta' attento, mi raccomando!”

“Vi voglio bene, papà uno e papà due!”

“Anche noi!” risposero in coro Samuel e Benedetto.

La gara entrò nel vivo. A quindici giri dalla fine Mattia era sesto, subito dietro a Lester, quinto. Gli ordini di scuderia imponevano di scortare Lester per fargli guadagnare punti preziosi in ottica mondiale. Ma Mattia sentiva di avere la macchina per puntare al podio.

Dopo il pit-stop perfetto di entrambe le vetture, Mattia decise di rompere gli indugi: premette a fondo l'acceleratore e sorpassò Lester, facendogli un cenno con il casco come a dirgli di stargli in scia.

Mattia puntò la Mercedes che li precedeva. Messa sotto pressione, la freccia d'argento sterzò bruscamente nel tentativo di chiudere la traiettoria a Mattia, ma il pilota perse il controllo e finì contro le barriere. Manovra perfetta: Mattia aveva spianato la strada anche a Lester. Ora erano quarti e terzi!

Nel paddock esplose l'entusiasmo. Mattia aprì la radio con il compagno: “Stammi dietro, ti porto sul podio.”

Davanti a loro viaggiavano le due Ferrari. Vedendo sopraggiungere le due auto della United Stars Trade, i piloti del Cavallino tentarono una chiusura a morsa, ma finirono per toccarsi tra loro: una monoposto finì in testacoda nella via di fuga, mentre l'altra dovette rallentare. Mattia e Lester sfrecciarono via, conquistando la seconda e la terza posizione!

La Red Bull in testa era ormai troppo lontana per essere ripresa a soli sette giri dal termine. Sapendo quanto fosse fondamentale il punteggio per il campionato piloti, Mattia alzò leggermente il piede dall'acceleratore, lasciando sfilare Lester in seconda posizione per garantirgli il massimo dei punti, accontentandosi del terzo gradino del podio.

La bandiera a scacchi sancì una straordinaria doppietta al 2° e 3° posto per la United Stars Trade Automotive. Un risultato incredibile per una storica scuderia britannica risorta dal rischio fallimento grazie al Fondo Bertelli Guglielmi.

Il terzo posto del “pilota venuto dal nulla”, come lo definirono subito i siti web, oscurò persino la vittoria della Red Bull. Rientrato ai box, Mattia fu accolto da un boato. Samuel e Benedetto lo strinsero in un abbraccio commosso, mettendo momentaneamente da parte ogni rimprovero.

Ma la gioia più grande arrivò con l'abbraccio di Massimiliano, sceso di corsa nel box: i due si scambiarono un bacio appassionato che venne subito immortalato dai fotografi, finendo sulle prime pagine dei giornali sportivi di tutto il mondo. E persino Scintilla volle dire la sua, riempiendo il viso del suo padroncino di affettuose leccate.

Commenti