Nelle strade del nostro centro storico, tra le facciate che accompagnano il passeggio quotidiano, riposano segni di memoria che troppo spesso rischiano di sfuggire allo sguardo distratto. Uno di questi è la targa commemorativa dedicata a Vittorio Passerini, posizionata sulla casa dove il giovane visse gli anni della prima giovinezza.
Il testo, scolpito nel marmo nel giugno del 1916, racconta con la solennità e il linguaggio epico dell'epoca il sacrificio di un ventenne. Definita al tempo "Quarta Guerra d'Indipendenza", la Prima Guerra Mondiale vide Passerini impegnato come sottotenente nel XXXVI Reggimento Fucilieri. La sua vita si interrompe il 3 novembre 1915 sulle vette del Podgora, rilievo teatro di sanguinosi scontri nei primi mesi di conflitto.
Il tributo voluto dai genitori non si limita a ricordare la caduta in battaglia, ma sottolinea il profondo legame con la casa di famiglia e la consapevolezza con cui il giovane affrontò il proprio destino. Una testimonianza di pietra che restituisce a chiunque alzi lo sguardo un frammento di storia personale e collettiva.


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