Sono 3 euro e 80 e una firma per la ferrovia

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Ormai in centro non si fa più la spesa, si ridisegna il piano regolatore della provincia. La raccolta firme è stata inserita ufficialmente tra i beni di consumo locale nei negozi convenzionati.

​Dal panettiere: "Allora, sono tre euro e ottanta per la coppia ferrarese... e una firma per la ferrovia". E tu che chiedi se firmando hai diritto a uno sconto sul pane, per sentirti rispondere: "No, ma se arriviamo a mille firme ci mettono la stazione d'interscambio direttamente dietro al forno".

​Dal ferramenta: Si legifera sulle grandi infrastrutture di collegamento con Bologna.

​Dal tabaccaio: Si risolvono i massimi sistemi della sanità regionale tra un Gratta e Vinci e un pacchetto di sigarette.

La trappola perfetta si consuma nel giro di cinquanta metri. Tu arrivi in piazza, affronti magari il primo banchetto, proprio lì dove vorresti fare colazione. Con un colpo di reni e un mezzo brivido di labirintite simulata riesci a schivare il tavolino sulle liste d'attesa della sanità. Ce l’hai fatta. Sei salvo.

​Con il fiatone ed il sudore sulla fronte, entri nel primo bar per prendere un caffè e riprenderti dallo stress. Ti appoggi al bancone, il barista ti serve l'espresso e proprio lì, di fianco allo zucchero e all'espositore dei baci di dama, cosa c'è? Il Faldone. Lo stesso identico modulo della piazza.

​Il barista ti guarda mentre versi la bustina e fa:

​“Senti, già che sei lì con la penna in mano... mi firmi per le liste d’attesa?”

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