Manuale di sopravvivenza per le panchine di Via Breveglieri

​Cercate un’esperienza sensoriale unica? Volete testare i vostri riflessi e la vostra capacità di apnea? Allora la succursale di Via Breveglieri è il posto che fa per voi. Il suggestivo vialetto con le panchine, nato come oasi di relax per i cittadini, si è ufficialmente trasformato in un campo minato ad altissima densità aromatica.

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Passeggiare o, dio ce ne scampi, provare a sedersi su una panchina è diventato uno sport estremo. Non si tratta più solo di fare lo "slalom gigante" tra i ricordini lasciati sui marciapiedi da proprietari di cani decisamente troppo distratti. Ormai siamo passati al livello successivo: l'esperienza in tempo reale.

​Ti siedi, respiri l'aria del crepuscolo e, proprio in quel momento, un simpatico quadrupede si posiziona a un metro da te per espletare le sue funzioni. Prima ancora che tu possa elaborare la scena, vieni investito da una zaffata di "freschezza naturale" che ti spettina i capelli e ti cancella i ricordi d'infanzia. Il tutto mentre il padrone fissa intensamente il vuoto, improvvisamente rapito dalla bellezza del cielo o da una notifica importantissima sul telefono, fingendo che il proprio cane stia semplicemente meditando.

​Sia chiaro: i cani non hanno nessuna colpa, fanno solo i cani. Il vero mistero della scienza resta il braccio del padrone: quel misterioso arto che sembra paralizzarsi magicamente davanti all'uso del sacchetto di plastica.

​Cari vicini a due zampe, un piccolo sforzo: raccogliere non è un optional, è un segno di civiltà. Anche perché le panchine servirebbero per sedersi a chiacchierare, non per fare i provini per "Sopravvissuti". Liberiamo Via Breveglieri, un sacchetto alla volta!

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